Il concetto di Clinical Governance (Governo Clinico) è stato introdotto in Inghilterra alla fine degli anni ’90, ma esso costituisce lo sviluppo di idee e di riflessioni sul tema della qualità sul quale da anni molti studiosi e diverse organizzazioni stanno lavorando.
Il primo punto di questo percorso è segnato dal documento dell’OMS “The principles of quality assurance” del 1983 che divide la qualità in 4 aspetti principali:

• qualità tecnica dei professionisti
• uso delle risorse – efficienza
• gestione del rischio
• soddisfazione dei pazienti

Da questo punto di vista, ogni programma per la qualità deve assicurare che ogni paziente riceva la prestazione che produca il miglior esito possibile in base alle conoscenze disponibili, con il minor consumo di risorse, che comportino il minor rischio di danni conseguenti al trattamento e con la massima soddisfazione per il paziente. Da ciò deriva la definizione delle caratteristiche di un sistema sanitario ideale a cui tendere:

• sicurezza
• efficacia
• centralità del paziente
• tempestività
• efficienza
• equità

Pertanto, il miglioramento della qualità non può essere raggiunto concentrando gli sforzi in un’unica direzione o focalizzandosi su un unico aspetto. Essa richiede un approccio di sistema in un modello di sviluppo complessivo che comprende i pazienti, i professionisti e l’organizzazione.
Secondo Donabedian, il modello di qualità si fonda su aspetti strutturali quali le risorse umane e tecnologiche, aspetti di processo e di esito. Maxwell ha introdotto un modello di qualità fondato sulla accessibilità, capacità di risposta ai bisogni della popolazione, efficacia, equità, accettazione sociale (livello di soddisfazione degli utenti) e e efficienza. A questi aspetti, successivamente è stata aggiunta dalla Commettee on Qualità of Health Care degli USA la dimensione della sicurezza dei pazienti.

Dall’ulteriore sviluppo di questo percorso evolutivo sulla qualità, è nato nel 1997 in Inghilterra il concetto di Clinical Governance (Governo Clinico), nell’ambito di un processo di modernizzazione dei servizi, caratterizzato soprattutto dall’impegno di innalzamento degli standard di qualità delle prestazioni offerte. La logica sottostante a tale nuovo concetto è stata quella della programmazione, gestione e valutazione del “sistema” in forma mirata agli scopi, nel caso specifico l’erogazione di prestazioni cliniche per la tutela della salute della popolazione.
La Clinical Governance (Governo Clinico) viene definita infatti nel documento “A First Class Service: Quality in the new NHS” come “il sistema attraverso il quale le organizzazioni sanitarie si rendono responsabili per il miglioramento continuo dei loro servizi e garantiscono elevati standards di performance assistenziale, assicurando le condizioni ottimali nelle quali viene favorita l’eccellenza clinica “ (Donaldson).
Secondo D.B. Freedman il governo clinico può essere considerato un cambiamento generale della cultura del sistema che fornisce i mezzi per lo sviluppo delle capacità organizzative necessarie a erogare un servizio di assistenza sostenibile, responsabile, centrato sui pazienti e di qualità.